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D.Lgs. 231/2001

Modello 231

Il Modello di organizzazione, gestione e controllo costruito sui processi reali della tua impresa e integrato con il sistema di gestione ISO.

Parla con un consulente

Che cos'è il Modello 231

Con il D.Lgs. 231/2001 la società risponde in proprio di alcuni reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio. Vale per i reati di amministratori e dirigenti e per quelli di chi lavora sotto la loro direzione. Questa responsabilità si aggiunge a quella penale della persona che ha commesso il reato.

I reati sono elencati nel decreto e l'elenco si è allungato di anno in anno: oggi comprende, fra gli altri, i reati contro la Pubblica Amministrazione, quelli sulla sicurezza sul lavoro, i reati ambientali e tributari e lo sfruttamento del lavoro.

Come si tutela la società

La società può evitare le sanzioni se dimostra di aver adottato ed efficacemente attuato, prima del fatto, un Modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire quei reati. Sul Modello vigila un Organismo di Vigilanza (artt. 6 e 7 del decreto).

Cosa rischia la società

Le sanzioni del decreto colpiscono direttamente la società e il suo patrimonio.

Sanzione pecuniaria

Si applica sempre. Va da 100 a 1.000 quote, e ogni quota vale da 258 € a 1.549 €.

art. 10

Sanzioni interdittive

Divieto di contrattare con la PA, sospensione di licenze e autorizzazioni, esclusione da finanziamenti e contributi, fino all'interdizione dall'attività.

artt. 9 e 13

Confisca

Del prezzo o del profitto del reato, disposta sempre con la sentenza di condanna.

art. 19

Pubblicazione della sentenza

Può essere disposta quando alla società viene applicata una sanzione interdittiva.

art. 18

Negli appalti pubblici

Il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione è causa di esclusione automatica dalle gare (art. 94, comma 5, D.Lgs. 36/2023): per tutta la durata della sanzione l'impresa non può partecipare.

Il decreto in numeri

100-1.000
quote di sanzione pecuniaria, che si applica sempre
258-1.549 €
valore di ciascuna quota
3-24
mesi: durata ordinaria delle sanzioni interdittive
+1
segno nel rating di legalità con il Modello adottato

A cosa serve

Oltre a proteggere la società, il Modello 231 porta vantaggi concreti nel lavoro di tutti i giorni.

Appalti e grandi committenti

Nei sistemi di qualificazione dei fornitori e nei contratti di appalto vengono spesso chiesti il Modello 231 e l'adesione al Codice Etico.

Rating di legalità

Il Modello 231 è uno dei requisiti che aggiungono un segno + al rating di legalità dell'AGCM (art. 10 del Regolamento in vigore dal 16 marzo 2026).

Sicurezza sul lavoro

L'art. 30 del D.Lgs. 81/2008 presume conformi, per le parti corrispondenti, i modelli definiti secondo la norma UNI EN ISO 45001: chi ha il sistema certificato ha già una buona base.

Un'organizzazione più chiara

Deleghe, poteri di firma, procedure e controlli vengono scritti e assegnati: ognuno sa cosa deve fare e chi deve autorizzare.

I reati più vicini all'impresa

Il Modello si concentra sui reati che possono davvero riguardare la tua attività. Per chi lavora nelle costruzioni e nell'industria sono soprattutto questi.

Pubblica Amministrazione

artt. 24 e 25

Corruzione, truffa ai danni dello Stato, indebita percezione di contributi, turbativa d'asta

Salute e sicurezza sul lavoro

art. 25-septies

Omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime per violazione delle norme di sicurezza

Ambiente

art. 25-undecies

Gestione illecita dei rifiuti, scarichi non autorizzati, inquinamento ambientale

Reati tributari

art. 25-quinquiesdecies

Fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, occultamento di documenti contabili

Lavoro

artt. 25-quinquies e 25-duodecies

Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, impiego di stranieri senza permesso di soggiorno

Riciclaggio

art. 25-octies

Ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita, autoriciclaggio

Reati societari

art. 25-ter

False comunicazioni sociali, corruzione tra privati

Reati informatici

art. 24-bis

Accesso abusivo a sistemi informatici, danneggiamento di dati e programmi

L'elenco completo comprende anche criminalità organizzata, contrabbando e reati contro il patrimonio culturale. L'ultimo articolo aggiunto al decreto, il 25-vicies, in vigore dal 30 settembre 2026, riguarda i reati commessi con sistemi di intelligenza artificiale.

Il percorso in sei fasi

Dall'analisi dei rischi all'aggiornamento nel tempo, con Profim al fianco della società.

1

Analisi dei rischi

Interviste, processi e documenti: quali reati riguardano la società e in quali attività

Società e Profim
2

Redazione del Modello

Parte Generale, Parti Speciali, Codice Etico e sistema disciplinare

Profim
3

Deleghe, controlli e segnalazioni

Poteri scritti, protocolli collegati alle procedure ISO, canale di segnalazione (D.Lgs. 24/2023)

Società e Profim
4

Adozione

Delibera dell'organo amministrativo e nomina dell'Organismo di Vigilanza

Organo amministrativo
5

Formazione

Per vertici, responsabili e personale, con registro delle presenze e test finale

Profim
6

Mantenimento

Aggiornamento del Modello a ogni novità e supporto all'OdV nelle verifiche

Profim

Conta la data di adozione

Il Modello esclude la responsabilità della società solo se è stato adottato ed efficacemente attuato prima del fatto. Adottato dopo, può soltanto attenuare le conseguenze, per esempio riducendo la sanzione pecuniaria (art. 12).

Cosa consegniamo

Il pacchetto completo del Modello, pronto per l'adozione da parte dell'organo amministrativo.

01

Analisi dei rischi

Mappatura dei reati applicabili e delle attività in cui possono essere commessi

02

Parte Generale

Principi del Modello, Organismo di Vigilanza, sistema disciplinare e piano di formazione

03

Parti Speciali

Per le famiglie di reati che riguardano la società, con regole di comportamento e controlli

04

Protocolli di controllo

Procedure operative collegate a quelle del sistema di gestione

05

Codice Etico

I principi di comportamento per personale, collaboratori e fornitori

06

Organismo di Vigilanza

Regolamento, piano delle verifiche, checklist e flussi informativi

07

Deleghe e procure

Atti di conferimento dei poteri e delle responsabilità

08

Canale di segnalazione

Procedura, istruzioni da affiggere e atti per la protezione dei dati

09

Adozione

Bozza della delibera di adozione, modulistica e indice generale del Modello

Formazione: slide, dispense, registri delle presenze e questionari di verifica, tradotti quando servono per i lavoratori stranieri.

Integrato con il sistema di gestione

Il Modello parte dalle procedure che l'impresa usa già.

Profim lavora da anni sui sistemi di gestione ISO delle imprese di costruzioni e industriali, e il Modello 231 parte da lì. I protocolli di controllo richiamano le procedure già in uso e le registrazioni del sistema diventano evidenze per l'Organismo di Vigilanza.

In questo modo il Modello non diventa un secondo archivio da aggiornare a parte. Le verifiche si fanno su documenti che in azienda si conoscono già. Se il sistema di gestione non c'è, Profim imposta le procedure che servono al Modello.

ISO 45001salute e sicurezza
Reati sulla sicurezzaArt. 25-septies. Il modello conforme alla norma si presume conforme all'art. 30 del D.Lgs. 81/2008 per le parti corrispondenti.
ISO 14001ambiente
Reati ambientaliArt. 25-undecies. Il sistema tiene già sotto controllo rifiuti, scarichi, emissioni e prescrizioni delle autorizzazioni.
ISO 37001anticorruzione
CorruzioneArtt. 25 e 25-ter. Verifiche sui soci in affari, regali e omaggi, conflitti di interesse.
ISO 9001qualità
Processi e responsabilitàRuoli, gestione dei fornitori, controllo dei documenti e audit interni su cui appoggiare i controlli.
Con PROFIM SGi, la piattaforma di Profim per i sistemi di gestione, le registrazioni del sistema diventano anche evidenze del Modello 231. L'Organismo di Vigilanza avrà un accesso in sola lettura e a tempo. Scopri la piattaforma →
Copertina dell'opuscolo Profim sul Modello 231

L'opuscolo del servizio

Che cos'è il Modello 231, cosa rischia la società e come si svolge il percorso, in sei pagine.

Scarica l'opuscolo PDF · 1,6 MB

Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni sul Modello 231.

Il Modello 231 è obbligatorio?

Il decreto non lo impone: è la società a scegliere se adottarlo. Senza Modello, però, se viene commesso uno dei reati non può far valere l'esonero previsto dagli artt. 6 e 7.

Vale anche per le piccole società?

Sì, il decreto si applica anche alle s.r.l. con pochi dipendenti. Negli enti di piccole dimensioni i compiti dell'Organismo di Vigilanza possono essere svolti dall'organo dirigente (art. 6, comma 4).

Chi può fare l'Organismo di Vigilanza?

Un componente unico o un collegio, anche esterno, con autonomi poteri di iniziativa e di controllo. Nelle società di capitali il ruolo può essere affidato al collegio sindacale (art. 6, comma 4-bis).

Serve un canale per le segnalazioni?

Sì. Chi adotta il Modello deve prevedere un canale di segnalazione interna conforme al D.Lgs. 24/2023, qualunque sia il numero dei dipendenti, con il divieto di ritorsione (art. 6, comma 2-bis).

Ogni quanto si aggiorna il Modello?

Quando emergono violazioni significative, quando cambiano l'organizzazione o le attività (art. 7, comma 4) e quando entrano nel decreto nuovi reati che riguardano la società.

Si può usare un modello standard?

Il Modello deve essere idoneo per quella società: parte dai suoi rischi e descrive controlli che vengono applicati davvero. Per questo si costruisce sui processi reali.

Dopo l'adozione cosa fa Profim?

Affianca l'Organismo di Vigilanza nelle verifiche, controlla le novità di legge e aggiorna le Parti Speciali, forma i nuovi assunti e chi cambia ruolo, aggiorna le deleghe e prepara le nuove revisioni del Modello quando servono.

Profim si occupa anche di DVR e RSPP?

No. Lavoriamo sul modello di organizzazione e controllo: DVR, RSPP e corsi sulla sicurezza restano al datore di lavoro e ai suoi consulenti. Il Modello prevede i controlli per verificare che questi adempimenti siano rispettati.

Vuoi sapere quali reati riguardano la tua impresa?

Un primo incontro serve a capire da dove si parte e quali procedure del sistema di gestione si possono già usare.

Parla con un consulente